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Coronavirus: Da Giau (Pd), Fedriga chiede solidarietà, poi appalta la polemica a Rosolen

pubblicato il 05 marzo 2020

TRIESTE 05.03.20 «Fedriga chiede solidarietà trasversale nel momento dell’emergenza e poi passa la campagna denigratoria e del tutto strumentale, contro il Governo nazionale all’assessore Rosolen». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau, componente della commissione Istruzione, commentando le dichiarazioni dell'assessore regionale all'istruzione, Alessia Rosolen.
«L’azione del Governo nazionale su chiusure o aperture delle scuole ha seguito tempestivamente le richieste di Fedriga e della sua Giunta, di cui invece non si possono dimenticare le dichiarazioni contraddittorie che nel giro di poche ore passavano dal “si riapre, non ci fermeranno pochi casi” alla richiesta opposta che tutti abbiamo riconosciuto opportuna pur consci dei disagi per le famiglie. Siamo del resto in una situazione di emergenza reale in cui ognuno deve essere consapevole di dover sacrificare del proprio per l’interesse comune». «È inutile ricordare ai ministri quali difficoltà comportano chiusure e quali siano le misure compensative necessarie quando su queste c’è l’evidenza di un lavoro già in atto. Allo stesso modo non aiuta enfatizzare difficoltà e disegnare scenari allarmanti, come proprio Salvini ha fatto con quotidiani esteri».
Secondo Da Giau, «per quanto riguarda il raggiungimento dei giorni scuola minimi obbligatori, in una situazione di crisi ormai a livello nazionale, a nessuno verrebbe in mente di far valere la legislazione normale. Celebriamo continuamente gli anniversari del terremoto, riportiamoci alla mente allora semplicemente i decreti legge di quel momento che, tra le altre “Provvidenze per le popolazioni dei comuni della regione Friuli-Venezia Giulia colpiti dal terremoto del maggio 1976” stabilivano anche per le scuole e studenti tutte le deroghe del caso. E impegniamoci soprattutto a rimettere in atto la fattiva e moralmente solida reazione che cittadini e amministratori ebbero al tempo».