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Turismo: Santoro (Pd), su sviluppo edilizio Mazzolini confuso, i decreti risalgono al 1956

pubblicato il 06 marzo 2020

TARVISIO 06.03.20 «La voglia di trovare un nemico a tutti i costi, porta Mazzolini a scoprirsi: gli esempi che fa intervenendo sul tema dell'edilizia turistica sono rivelatori di una grande confusione e di una ceca volontà di distruggere. È proprio il caso di dirlo: è peggio la toppa del buco». Lo dice la consigliera regionale del Pd, Mariagrazia Santoro commentando le dichiarazioni del consigliere regionale della Lega, Stefano Mazzolini, in merito allo sviluppo edilizio del comprensorio turistico del tarvisiano.
«Il fatto che Mazzolini cerchi di scaricare la colpa sulla Regione e sul Piano paesaggistico, parlando di occupazione di suolo pubblico (tema di competenza comunale che può decidere di applicare o meno, come sanno tutti gli amministratori locali), dimostra in maniera palese come non sia stato in grado di rappresentare in maniera concreta nessuno dei problemi da lui sollevati».
Secondo Santoro, «nella foga di attaccare un nemico, il consigliere leghista, ignora che i decreti ministeriali di riferimento, risalgono al 1956. Si tratta del decreto del ministro pubblica istruzione (perché le bellezze naturali erano sotto la pubblica istruzione) “Dichiarazione di notevole interesse pubblico per l'abitato comunale di Tarvisio e terreni circostanti” del 15 maggio 1956, seguito dai decreti, sempre del 56, riguardanti il comprensorio del monte Lussari e i laghi di Fusine. Questi sono i vincoli ministeriali che ci sono sempre stati e non mi pare proprio che abbiano limitato lo sviluppo turistico di Tarvisio». In definitiva, conclude Santoro, «o a Tarvisio non sono mai stati presi in considerazione i decreti, ma ne dubito fortemente, oppure quella sollevata poi dall'amministrazione comunale, poi da Mazzolini, è tutta una questione strumentale di propaganda nei confronti dei cittadini e degli operatori economici ai quali, evidentemente, è più semplice raccontare che c'è un nemico, piuttosto che spiegare come stanno davvero le cose. Se quello che serve è un confronto pubblico tra amministratori e operatori, io sono disponibile, carte alle mano».