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Sanità: Conficoni (Pd), modello Sacile non va picconato, ma rilanciato

pubblicato il 23 giugno 2020

TRIESTE 23.06.20 «Il modello Sacile 2.0 non va picconato, ma rilanciato attraverso il rafforzamento della cittadella della salute e quindi del polo riabilitativo. La decisione della Giunta Fedriga di creare un reparto covid nella Rsa, non solo non piace al territorio, ai cittadini e all'amministrazione locale, ma depotenzia un servizio apprezzato e che ha dimostrato di funzionare». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Nicola Conficoni commentando le dichiarazioni dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi in merito al presidio ospedaliero di Sacile e in particolare alla previsione di creare un reparto covid nell'Rsa della struttura.
«Non c'è alcuna contrarierà al reparto covid, anzi, ma questo non deve e non può sostituire un servizio essenziale che funziona. Riccardi, invece, ha sposato la linea della Lega, abbandonando il sindaco (peraltro forzista come lui) che con la sua amministrazione aveva più volte espresso perplessità per tale ipotesi. Un'ipotesi che rappresenta un danno per Sacile perché mette a rischio l’Rsa temporaneamente ridimensionata, invece di rafforzare il polo riabilitativo come previsto proprio dalla legge di riforma sanitaria dello stesso Riccardi. Inoltre – sottolinea ancora Conficoni – non c'è alcuna compensazione, i soldi di cui parla Riccardi sono qualcosa che era già stato assegnato all'azienda sanitaria anni fa, quindi nulla di nuovo rispetto a quanto già programmato. Prevedere il reparto covid nella Rsa è una soluzione che non piace e delude a maggior ragione perché altri spazi ci sono dal momento che alcuni studi medici hanno traslocato altrove. Un periodo come quello che stiamo vivendo richiede un potenziamento dei servizi territoriali e delle cure intermedie, non il loro affossamento. Così non si tutela la salute dei cittadini ma la si indebolisce».