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Fiera Ud-Go: Santoro (Pd), con una mossa cdx toglie futuro all'ente e crea confusione sulle scuole

pubblicato il 24 luglio 2020

«Anziché andare verso la semplificazione e risoluzione di due problematiche, quella relativa al futuro dell'ente fieristico e l'altra riguardante gli spazi per l'avvio del prossimo anno scolastico, il centrodestra sia regionale che comunale le sta sommando, creando confusione e un futuro decisamente incerto». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Mariagrazia Santoro commentando il progetto di rilancio di Udine e Gorizia Fiere spa.
«Già in precedenza c'è stato modo di capire, grazie a due interrogazioni presentate in Consiglio regionale dal Pd, che per l'assessore regionale Bini e soprattutto per il sindaco di Udine Fontanini non c'è interesse a dare un futuro all'ente fieristico. Ora con l'illustrazione del progetto di rilancio dell'amministratore unico Gomiero in Comune a Udine, i punti oscuri e le incertezze aumentano. Se da un lato assistiamo a investimenti parziali (solo 3 milioni sui 9,5 a disposizione), dall'altro appare caotica la visione sulla funzione che gli spazi della fiera dovrebbero avere, con una gestione dell'edilizia scolastica caotica se non addirittura completamente improvvisata». Infatti, sottolinea Santoro, «nella fretta di smontare le Uti e nel montare un carrozzone come le Edr, evidentemente non hanno chiaro in mente nemmeno i governanti di centrodestra chi debba fare cosa. Chi ha deciso che la Fiera dovrà ospitare le scuole? Con quali risorse, della fiera o dell’edilizia scolastica? In mano a chi è l'edilizia scolastica? Queste domande, apparentemente senza risposta, rischiano da un lato di danneggiare un asset strategico per il rilancio del tessuto economico locale come la Fiera (che continua dunque una lenta agonia) e dall'altro di complicare la gestione dell'edilizia scolastica e quindi il ritorno a scuola a settembre».