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Sanità: Conficoni (Pd), riuscita sciopero è segnale alla Giunta, ora cambi rotta

pubblicato il 24 luglio 2020

24.07.20 «La riuscita dello sciopero della sanità è un segnale forte alla Regione che non può ignorare ulteriormente le ragioni della protesta. Quella di oggi non era una rivendicazione fatta nell'esclusivo interesse dei lavoratori, ma a tutela di un bene comune, la sanità pubblica pordenonese, evidentemente trascurata dalla Giunta Fedriga». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Nicola Conficoni, componente della commissione Salute, che questa mattina ha preso parte allo sciopero del personale dell'Azienda sanitaria del Friuli Occidentale (Asfo) che si è tenuto a Pordenone davanti alla sede dell'azienda.
«L’emergenza covid-19 ha dimostrato che la sanità pubblica è fondamentale non solo nella quotidianità, ma anche nelle situazioni di forte stress e allarme. Se la fase acuta dell’epidemia è stata superata, lo dobbiamo soprattutto a professionalità e dedizione degli operatori sanitari che non vanno solo blanditi con sigilli e parole, ma anche ascoltati quando chiedono rinforzi».
Secondo Conficoni, «la carenza di organico che affligge da tempo l'Asfo, infatti, non si riflette negativamente solo sulle condizioni lavorative dei dipendenti, cui vengono chiesti continui sacrifici, ma anche sul livello di servizio erogato agli utenti, che sollecitano il recupero delle prestazioni interrotte in seguito alla diffusione del coronavirus. È grave che la Regione non abbia fornito tempestive risposte concrete costringendo le organizzazioni sindacali a confermare lo sciopero. Una sconfitta anche per il sindaco Ciriani che, dopo essere rimasto colpevolmente in silenzio di fronte ai provvedimenti penalizzanti la sanità pordenonese, ha cercato invano di scongiurare la manifestazione».
In definitiva, conclude Conficoni, «dopo la larga adesione alla protesta di piazza, dove è sceso anche il consigliere di maggioranza Zanon evidentemente in disaccordo con la gestione della sanità pordenonese da parte della sua stessa Giunta, chiediamo un cambio di rotta da parte del centrodestra che non deve arroccarsi ma procedere alle non più procrastinabili assunzioni».