HOME > NOVITA'

Assestamento: Cosolini (Pd), manovra solo nel nome, di fatto mancano investimenti e scelte

pubblicato il 28 luglio 2020

28.07.20 «L'assestamento di bilancio potrà chiamarsi tale solo nel momento in cui si investiranno i soldi disponibili. Per ora, nonostante siano arrivate le pretese garanzie da parte del Governo nazionale, la Giunta Fedriga decide di non fare scelte, di non investire, di non immettere nel sistema le risorse necessarie per ridare un futuro al Fvg». Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Roberto Cosolini, relatore del ddl 99, assestamento di bilancio 2020-2022, da oggi all'esame dell'Aula.
«Dopo due anni di governo, continua a stupire l' “originalità” delle soluzioni che trova l'esecutivo regionale, con provvedimenti vuoti, un assestamento che non investe e un documento di finanza che non c'è. Dallo Stato arrivano 802 milioni, poi c'è l’avanzo libero dal rendiconto 2019 di 98 milioni e la giunta Fedriga ne investe solo 30. I soldi ci sono e lo dimostra anche il fatto che vengono restituiti agli assessorati i soldi utilizzati per affrontare l'emergenza sanitaria. Intanto i Comuni vengono lasciati nelle loro difficoltà e ristrettezze economiche, le graduatorie prima casa sono al palo e le imprese aspettano ancora importanti sostegni, con un quesito: dov'è finito SviluppoImpresa? E per assurdo, mentre la giunta e la maggioranza a traino leghista non si immettono risorse preziose nel sistema, proprio nel momento in cui ce n’è più bisogno, a livello nazionale i loro stessi esponenti pretendono dal governo investimenti immediati e soldi subito» continua Cosolini. «Fuori da logiche di contrapposizione politica, il Pd farà la propria parte e darà il proprio contributo di idee, come sempre del resto ha fatto, in modo responsabile, a volte fin troppo responsabile. Pertanto, in attesa che la Giunta presenti le sue proposte, noi riproponiamo la proposta di iscrivere l’avanzo libero di 98 mln e di utilizzarlo subito per alcuni significativi interventi qualificanti su tre settori principali: economia, welfare e scuola».