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Ambiente: Conficoni (Pd), giunta acceleri il passo su cambiamenti climatici

pubblicato il 03 settembre 2020

03.09.20 «Gli eventi climatici e le situazioni di crisi che si sono verificate anche in Fvg sono problematiche sempre più frequenti che impongono alla Giunta regionale un serio ragionamento e una strategia concreta. Dopo le belle dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente sul ruolo da protagonista che vorrebbe dare al Fvg nell'ambito del Green deal europeo, abbiamo assistito solo a molte occasioni mancate e a una giunta inerme su temi come clima e ambiente, a partire dal Piano regionale di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, che a metà mandato non è ancora stato approntato». Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Nicola Conficoni che attraverso un'interrogazione alla giunta regionale chiede di chiarire le strategie della Regione sui cambiamenti climatici.
«La Giunta regionale manca in maniera evidente di consapevolezza e responsabilità politica su un tema assolutamente serio e che riguarda il futuro delle prossime generazioni. In questo senso, non andranno sottovalutati gli esiti dalla prima edizione di Carovana dei Ghiacciai, campagna promossa da Legambiente con il supporto del Comitato glaciologico italiano (Cci), con l’intento di raccontare gli effetti dei cambiamenti climatici sui ghiacciai e promuovere la tutela della montagna di alta quota, che in questi giorni ha effettuato un sopralluogo sul ghiacciaio occidentale del Montasio. Lo studio conoscitivo dei cambiamenti climatici, coordinato da Arpa Fvg su incarico della precedente amministrazione regionale, ha comunque già messo in luce gli effetti che si stanno verificando ed evidenziato la necessità di agire tempestivamente per evitare impatti ancora più rilevanti. Se le emissioni non saranno contenute, infatti, la temperatura media estiva aumenterà di 6 gradi nel 2100». Secondo Conficoni «è, dunque, preoccupante la linea della Giunta che, dopo aver candidato il FVG a diventare Regione pilota per la sperimentazione della strategia europea che mira a raggiungere un'economia con emissioni zero di gas a effetto serra entro il 2050, in modo del tutto incoerente da un lato ha aumentato lo sconto per l’acquisto di carburanti fossili e dall’altro non ha rifinanziato il canale contributivo per l’acquisto di veicoli ecologici finalizzato a ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria, tenendo così congelate circa 500 domande già presentate».