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Scuola: Da Giau (Pd), Giunta scarica responsabilità sul Governo per poi attaccarlo

pubblicato il 12 settembre 2020

12.09.20 «Su uno dei principali e più delicati nodi da sciogliere per la ripartenza, ossia la scuola, la Giunta Fedriga sceglie la strada più comoda, lasciar fare agli altri. Una furba e facile tattica nella quale, alla prima difficoltà, si è subito pronti ad attaccare politicamente il governo e riversare su di esso ogni colpa, senza prendersi alcuna responsabilità». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau, componente della commissione Istruzione, commentando le dichiarazioni dell'assessore regionale all'Istruzione, Alessia Rosolen sul sistema scolastico prossimo alla ripartenza dopo l'emergenza coronavirus.
«L’atteggiamento di osservatore esterno è del tutto strumentale a una polemica politica che nasce prima della crisi Covid, dalla lesa maestà di cui l’assessora Rosolen si è sentita vittima per non essere stata coinvolta nella nomina dell’attuale dirigente dell’Ufficio scolastico regionale».
In altre occasioni, ricorda Da Giau, «la Giunta Fedriga non ha avuto remore ad assumere iniziative autonome nella gestione dei vari aspetti dell’emergenza, quando questo significava più facile consenso e ritorno di immagine di efficienza. Ma per le molte criticità che si porta dietro la riapertura delle scuole, perché espone al rischio praticamente tutta la popolazione, è meglio lasciar fare e criticare dall’esterno con il pretesto della competenza o dei metodi adottati da altri». Secondo la consigliera dem, «alcune difficoltà che ancora oggi incombono sulla riapertura (spazi, dotazioni strumentali, trasporti, gestione dei tempi pre e dopo scuola) erano immaginabili mesi fa e l’autonomia regionale doveva esercitarsi in modo più responsabile e proattivo specie nei confronti degli enti locali. Le tante proposte del Pd su questi temi sono state tutte bocciate con la scusa di attendere l’intervento governativo. Molti margini di incertezza potevano essere già stati eliminati se, la Regione avesse assunto indirizzi autonomi anziché lucrare sulle comprensibili difficoltà del governo alla prese con situazioni diversificate sui territori»