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Fondazione Aquileia: Iacop (Pd), dimissioni Zanardi Landi frutto di scelte errate della Giunta

pubblicato il 01 ottobre 2020

01.10.20 «Le dimissioni di Zanardi Landi dalla guida della Fondazione Aquileia rappresentano una pesante perdita per la cultura e il territorio di tutta la regione e vanno di pari passo con la scarsa adesione dell'amministrazione regionale all'azione della Fondazione relativa alla gestione unitaria dell’importante sito archeologico. L'auspicio, a questo punto, non è tanto che si ricucia uno strappo evidentemente irreparabile, ma che si trovi quantomeno una figura con una credibilità internazionale che porti avanti lo straordinario lavoro del presidente dimissionario, o che abbia perlomeno una conclamata competenza ed esperienza sul tema». Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Franco Iacop commentando la notizia delle dimissioni di Antonio Zanardi Landi dalla presidenza della Fondazione Aquileia.
«Accanto al rammarico personale, per i rapporti che ho avuto quando Zanardi Landi era ambasciatore italiano in Serbia e io assessore regionale alle Relazioni internazionali e insieme avviammo diverse collaborazioni (come “Il Fvg incontra la Serbia”) sia di carattere economico, sia culturali, c'è la forte preoccupazione che un personaggio della sua levatura e valori abbandoni un incarico importante per tutto il Fvg» commenta Iacop che annuncia la richiesta di audizione dell'assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, in V commissione per fare chiarezza sulla vicenda. «Ha sicuramente pesato il palese disinteresse della Giunta rispetto a una progettualità che ha ricollocato il sito di Aquileia su un contesto internazionale e che oggi si ritrova a gestire spazi per oltre 230mila metri quadrati. Ma l'atto finale è certamente la creazione dell’ufficio unico che rappresenta uno svilimento del lavoro della Fondazione, sottoposta alle scelte di questo nuovo ufficio. Una scelta che risponde solo alla logica di “moltiplicazione di pani e pesci” e di ulteriore burocratizzazione. Serviva invece tenere tutto in capo a Fondazione con il necessario rafforzamento della pianta organica». Infine, conclude Iacop, «non dimentichiamo che in ballo ci sono venti milioni di investimenti e ci auguriamo che questa situazione non freni al passaggio del museo archeologico dal Mibact alla Fondazione Aquileia, cosa che causerebbe un danno alla nostra specialità»