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Sanità: Conficoni (Pd), Ssr funziona se tutti i territori sono valorizzati

pubblicato il 15 ottobre 2020

15.10.20 «Il sistema sanitario regionale funziona al meglio se tutti i territori vedono riconosciuto il proprio ruolo e le proprie potenzialità e sono messi nelle condizioni di essere protagonisti nell'erogazione dei servizi ai propri cittadini. Penalizzarne qualcuno, come accade a Pordenone, non è certo il modo giusto di affrontare non solo una situazione ordinaria, ma soprattutto un'emergenza straordinaria come quella che stiamo vivendo». Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Nicola Conficoni, a margine dell'interrogazione all'assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, in merito al piano di adeguamento della rete ospedaliera. Con l'interrogazione, Conficoni ha ricordato che «in occasione del riparto dei fondi statali del decreto rilancio, 25 milioni per l'adeguamento della rete ospedaliera a fronte dell'emergenza coronavirus, il territorio pordenonese, dove risiede il 26 per cento della popolazione regionale, si è visto assegnare solo il 18,1 per cento delle risorse, uscendo ancora una volta penalizzato».
Secondo il consigliere Pd, «la risposta dell'assessore Riccardi è decisamente deludente: giustifica, e quindi conferma, la penalizzazione di Pordenone sostenendo che l'azienda sanitaria di cui ha nominato il direttore generale è d'accordo e che il sistema sanitario deve essere considerato nel suo complesso. E sulla base di questo mantra Pordenone dovrebbe, secondo la giunta Fedriga, abbassare la testa su ogni versante. L’emergenza covid poteva essere l’occasione per diminuire la forbice che esiste da tempo tra il Friuli Occidentale e gli altri territori. Il divario, invece, è ulteriormente aumentato e l'ospedale di Pordenone, ricoverando i malati covid solo dopo la saturazione di Udine e Trieste, fa la riserva. Dopo il riparto dei fondi 2018, il taglio lineare alla spesa per il personale sanitario e il commissariamento dell'Asfo, siamo di fronte a un'altra scelta tanto iniqua quanto sfavorevole, come la chiusura dell'Rsa di Sacile. Infine, sul tema dei tamponi, il fatto che l'Asp Umberto I si sia rivolta al policlinico San Giorgio è uno smacco per il sistema sanitario regionale, evidentemente non in grado di soddisfare le esigenze nonostante l'impegno profuso dagli operatori. Per mesi abbiamo denunciato la carenza dei test rispetto ad altre realtà ma solo ora, con grave ritardo, l’azienda sanitaria ha acquistato un’altra macchina per aumentarne l'esecuzione, dimostrando quanto erano fondate le nostre richieste».