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Sanità: Cosolini (Pd), gravi disagi nell'altipiano Ts per carenza medici di base

pubblicato il 09 gennaio 2021

TRIESTE 09.01.21 «Nello stato di emergenza pandemica la medicina territoriale e in primis la medicina generale restano le vere e centrali sentinelle per il controllo di un'infezione endemica con cui far convivere le nostre quotidianità. Purtroppo, con la carenza dei medici di base manca un filtro prezioso, portando i cittadini a rivolgersi al pronto soccorso». Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Roberto Cosolini che ha presentato un'interrogazione rivolta all'assessore alla Salute, Riccardo Riccardi con la quale chiede di «ridurre i disagi di molti utenti, soprattutto quelli più fragili che hanno problemi di mobilità e necessitano di servizi di prossimità». Parallelamente a questo intervento, c'è anche quello della consigliera comunale del Pd, Valentina Repini che ha presentato una mozione chiedendo al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza di attivarsi con la Regione Fvg e l'Asugi «per trovare la soluzione ai gravi disagi che si registrano a Trieste, soprattutto in diversi rioni della città e abitati dell'altipiano, a causa della carenza di medici di assistenza primaria». Per Repini «è necessario che il sindaco si faccia interprete attivo del tema tenuto conto del previsto pensionamento di oltre il 35 per cento dei medici di famiglia nei prossimi tre anni. I cittadini, che si trovano in difficoltà a usufruire di un servizio o quantomeno a non averlo in prossimità, vanno sostenuti».
I due esponenti dem, inoltre, rilevano che «il ruolo del medico di famiglia è insostituibile e in questo contesto va anche garantita, specificatamente nei territori dove vivono cittadini di lingua slovena, un'adeguata presenza di medici bilingui per agevolare il rapporto medico/cittadino». Infine, conclude Cosolini «negli abitati dell'altipiano ovest e Dolina, dove i medici di famiglia mancano da tempo, la situazione è aggravata dalle rinunce dei medici che hanno vinto il concorso. La Regione si impegni con una pubblicazione straordinaria, possibilità prevista dall’accordo collettivo nazionale per coprire da subito perlomeno quei posti».