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Scuole: Santoro, centrodestra dice "no" a ristrutturarle con modelli innovativi

pubblicato il 18 febbraio 2021

“Il Covid ha fatto capire a tutti che da oggi in poi bisognerà pensare a edifici scolastici diversi da come li abbiamo pensati finora. Il ‘no’ del centrodestra ha deliberatamente fatto perdere alla Regione l’occasione per essere promotrice di un nuovo modello per la costruzione o ristrutturazione degli edifici scolastici, alla luce dell'esperienza della pandemia. Le posizioni preconcette hanno vinto sulle esigenze della nuova didattica come si è delineata al tempo del covid e di cui dovremmo far tesoro. Invece restiamo retroguardia”. E’ il commento della consigliera Mariagrazia Santoro (Pd) al voto contrario dell’Aula alla sua mozione, con cui proponeva alla Giunta di convocare un tavolo permanente, con l’Ufficio Scolastico regionale, il mondo della scuola, le categorie economiche dell’edilizia e i rappresentanti delle professioni tecniche, e di farsi promotrice di un nuovo modello per la costruzione o ristrutturazione degli edifici scolastici.
“Le risorse ci sono – ha spiegato Santoro - 250 milioni di euro sono risorse importanti con cui si possono rivedere i progetti, quelli nuovi e quelli già in essere. Classi più ampie, predisposte per la teledidattica, spazi aperti ricondotti all’interno della scuola, non separati dagli edifici ma anzi in essi integrati, edifici adeguati all’offerta formativa: il centrodestra ha detto di no a tutto questo. E’ una sconfitta non solo per chi a scuola ci va da studente o da insegnante, ma per tutto un mondo che gravita intorno alla scuola, incluso chi le costruisce”.