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Scuola: Conficoni (Pd), laboratorio legno Istituto Carniello riapre a maggio, bruciato un anno scolastico

pubblicato il 01 aprile 2021

01.04.21 «Nonostante il centrodestra più volte abbia rivendicato la sua attenzione verso l’istituto Carniello di Brugnera, il laboratorio del legno verrà riaperto solo il prossimo maggio, nove mesi dopo la chiusura. L’evasiva risposta dell’assessore Pizzimenti sulle cause del ritardo, non può certo cancellare l’imbarazzante gestione della vicenda che ha penalizzato gli studenti». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Nicola Conficoni, a margine dell'interrogazione discussa in VI commissione con la quale l'esponente dem chiedeva alla Giunta regionale di chiarire quando il laboratorio del legno dell’Ipsia Carniello di Brugnera verrà messo in sicurezza e ritornerà a essere nuovamente fruibile.
«La risposta dell'assessore Pizzimenti è stata negligente e ha tentato goffamente di nascondere come si sono svolti veramente i fatti, peraltro spiegati in una lettera indirizzata agli studenti e ai loro genitori dallo stesso Edr che risulta essersi tempestivamente attivato nel momento in cui è venuto a conoscenza del malfunzionamento dell'impianto di areazione del laboratorio del legno, chiuso dallo scorso settembre. Dopo avere inviato una segnalazione che in seguito al passaggio di competenze tra Uti ed Edr non è mai giunta a destinazione, infatti, l’istituto scolastico non ha mai telefonato al servizio competente e solo nel corso di un incontro svoltosi lo scorso novembre è casualmente emersa la necessità di superare il problema. Se in un primo momento l'istituto aveva dichiarato di poter sostenere la spesa in autonomia, successivamente ha chiesto l'intervento finanziario dell'Edr che però aveva già progettato il bilancio senza considerare quel costo. Di qui l’ulteriore perdita di tempo legata alla necessità di reperire i 190mila euro mancanti. Ora, se il cronoprogramma sarà rispettato, i lavori si concluderanno a maggio, bruciando di fatto un intero anno scolastico, con il risultato di compromettere la formazione professionale degli studenti che si avvalgono del laboratorio per realizzare e verificare i prototipi da loro progettati. E purtroppo, oltre al danno c'è anche il tentativo di una beffa, per coprire un pasticcio imbarazzante di cui qualcuno dovrebbe prendersi la responsabilità».