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Piano Sviluppo Rurale: Grim, grande attenzione a giovani e ambiente

pubblicato il 17 luglio 2014

“Sostegno al ricambio generazionale e alle nuove imprese e grande attenzione alla tutela e conservazione dell’ambiente e del sistema agricolo e rurale. In questo modo la giunta ha dimostrato di aver capito le enormi potenzialità del settore, sia per l’incremento dell’occupazione giovanile, sia per creare un volano per lo sviluppo del territorio”. Commenta così, la segretaria del Pd Fvg, Antonella Grim, il Piano di sviluppo rurale (Psr) licenziato dalla giunta regionale il 4 luglio e approvato oggi all’unanimità dal Cal. 
Il Psr prevede uno stanziamento di spesa pubblica pari a quasi 300milioni di euro, un terzo dei quali a favore del potenziamento della competitività delle imprese esistenti e dell’avviamento di nuove attività da parte di giovani agricoltori.
Partendo dai dati molto poco lusinghieri dell’occupazione giovanile, Grim sottolinea che «solo il quattro per cento degli occupati del settore ha meno di 35 anni. Proprio da questo dato è partito il vicepresidente Bolzonello che ha scelto come fulcro della programmazione il ricambio generazionale. Ben 12 milioni saranno riservate alle azioni per le nuove imprese giovanili e tantissime sono le azioni a sostegno di attività di formazione e acquisizione di competenze».
Infatti, uno degli altri assi portanti del Psr sono le attività di formazione professionale, di acquisizione di competenze (tecniche, gestionali, ambientali) e i servizi di consulenza dove, commenta Grim «in un settore come questo è fondamentale la qualificazione degli operatori perché in questo le imprese rurali potranno essere competitive e in grado di fare scelte sostenibili».
Infine, come terzo filone fondamentale, Grim sottolinea l’importanza della promozione delle filiere alimentari attraverso i Pif (Progetti integrati di filiera).
«Le filiere finanziabili – fa sapere Grim – saranno in particolare quelle biologiche, quelle con un forte radicamento territoriale, indirizzate a prodotti di qualità (dop, igp, aqua, filiere collegate alla green economy, filiere finalizzate alla promozione dell’export, filiere corte)».