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Fibromialgia: Bagatin, sostegno della Regione per il riconoscimento di malattia invalidante

pubblicato il 18 febbraio 2017

TRIESTE (18.02.17). Dopo l'impegno a sostenere il riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante, ora arriva una concreta proposta di legge regionale (prima firmataria Bagatin), ma anche un'azione di stimolo al Parlamento affinché si attivi sul piano nazionale. Lo scorso anno la consigliera regionale del Pd e vicepresidente della III commissione Sanità, Renata Bagatin, insieme al presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop hanno ricevuto una delegazione con a capo Luciana Spadaro presidente dell’attuale associazione FibroFamily che ha consegnato una petizione sostenuta da oltre 6500 firme. Un'istanza partita da Pordenone nel 2015 e approdata quindi a Trieste in Consiglio regionale. Di fatti, dopo l'incontro con la delegazione Bagatin ha organizzato un’audizione in III Commissione alla presenza dell’assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca. Fino ad arrivare a una proposta concreta.
La fibromialgia, commenta Bagatin «è una malattia riconosciuta dall’Oms che purtroppo non ha ancora percorsi diagnostici e di cura sufficientemente validati per essere compresi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e quindi essere garantiti in esenzione dal servizio sanitario». «Parte dell'opposizione ha demagogicamente proposto che il sistema sanitario regionale garantisse l’esenzione per la diagnosi e la cura ai soggetti affetti da fibromialgia; questa non è una strada percorribile perché rientra nelle competenze statali e quindi tale proposta, utilizzata in tal senso come banderuola elettorale, non solo non è percorribile, ma si rivelerebbe un'illusione per i malati».
La proposta di legge del Pd sostenuta dalla maggioranza, illustra Bagatin «si prefigge di individuare dei Centri di riferimento e specializzazione capaci di offrire una presa in carico multidisciplinare alle persone malate; inoltre, sarà istituito un registro regionale della malattia che potrà essere di supporto a futuri studi clinici utili all’identificazione di percorsi di diagnosi e cura». La proposta di legge prevede inoltre la formazione dei medici di medicina generale e la valorizzazione delle associazioni nella divulgazione di informazioni sulla malattia. Infine, si supportano gli studi clinici sulla fibromialgia con delle misure di aiuto alla ricerca clinica.
A livello nazionale, invece, «si propone un voto alle Camere per “fare pressione” sul governo centrale (cui compete la determinazione dei Livelli essenziali di assistenza) chiedendo che una volta raggiunto il grado di valutazione appropriato, i percorsi diagnostici e di cura possano rientrare nei Lea garantendo così l’esenzione al costo delle prestazioni».