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Enti locali: Moretti, Bernardis straparla ed esegue ordini di partito

pubblicato il 10 aprile 2017

DOLEGNA DEL COLLIO (10.04.17). «La ricostruzione della vicenda delle Unioni intercomunali fatta dal sindaco di Dolegna è una ricostruzione di parte, faziosa e strumentale. Non entro nel merito delle valutazioni su una legge regionale che, come tutte le leggi, può essere oggetto di critiche e perfettibile, che abbiamo modificato più volte per venire incontro alle esigenze dei tanti Comuni che invece hanno aderito alle Uti, né sul fatto che – almeno – la maggioranza di centro-sinistra eletta nel 2013, ha dimostrato di voler passare dalla parole ai fatti con una volontà riformatrice e un coraggio indiscussi». A dirlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti commentando le dichiarazioni del sindaco di Dolegna del Collio, Diego Bernardis sulle Unioni intercomunali.
«Bernardis straparla e dimentica alcune cose: straparla quando definisce la legge sull’abolizione delle Province - approvata all’unanimità dal Consiglio regionale - come di una legge incostituzionale (ma la potestà della nostra Regione sull’organizzazione degli enti locali è primaria), dimostrando di non conoscere le minime basi del diritto costituzionale; dimentica, quando afferma che era sufficiente “perfezionare nei meccanismi” la Legge Iacop, che il primo atto della Giunta Tondo nel 2008 è stato quello di abolire la stessa Legge 1/2006. Si ripassi allora la storia politica di questi ultimi anni, e abbandoni i toni e gli atteggiamenti strumentali e partitici, che non fanno bene alle istituzioni».
Diego Bernardis, ricorda Moretti «è un esponente di spicco della Lega nord, partito che negli ultimi mesi e settimane ha “arruolato” prima il neo-sindaco di Monfalcone (già Forza italia, poi lista Tondo e Ncd) Anna Cisint, poi il Sindaco di Fogliano Calligaris; guarda caso amministratori con una comune caratteristica, l’uscita (per Cisint) o la non partecipazione alle Unioni costituite con la legge 26 del 2014. L’autodefinizione che si è dato Bernardis di “sindaco libero” fa sorridere, oltre che essere offensiva, perché nessuno di noi vive in una dittatura da cui liberarsi: sarebbe pertanto più corretto e giusto definirli sindaci “inadempienti”, perché di fatto costoro si sono rifiutati e si rifiutano di applicare una legge votata in maniera libera e indipendente dal Consiglio regionale». E ancora, aggiunge Moretti, «quello che i sindaci “inadempienti” hanno fatto rappresenta qualcosa di molto grave, senza precedenti nella storia più che cinquantennale della nostra Regione, che ha leso in maniera fortissima la leale e normale collaborazione tra istituzioni, spostando il confronto politico e istituzionale non più nelle sedi competenti ma nelle aule dei tribunali.
Oggi è toccato al centro-sinistra al governo, domani potrebbe toccare a qualcun altro».
«Le continue pressioni della Lega Nord sul Sindaco di Trieste perché esca dall’Unione Giuliana, la mancata sottoscrizione da parte del Comune di Monfalcone dell’accordo con la Regione sulla gestione delle scuole superiori, il disconoscimento – da parte dei Comuni “inadempienti” – il giorno dopo la firma degli accordi sottoscritti con Anci e Regione, non sono che la conferma di un atteggiamento che non ha nulla di politico e istituzionale ma che obbedisce ad ordini di Partito superiori. E allora compimenti alla Lega per il profilo istituzionale tenuto, ma chiedo, soprattutto a Forza Italia, alla lista Tondo, ad Alleanza Popolare-Ncd, che sanno cos’è la cultura di governo: possono le istituzioni andare avanti così?».