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Stranieri: i consiglieri scrivono a Grasso per riconoscere i bambini nati in Italia

pubblicato il 30 maggio 2017

TRIESTE (30.05.17). «Il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini stranieri nati in Italia è un atto di civiltà. Il presidente del Senato, Grasso fermi l'emendamento del centrodestra che ci farebbe fare un netto passo indietro nel campo dei diritti». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Silvana Cremaschi, prima firmataria di una lettera rivolta al presidente del Senato, Pietro Grasso, sottoscritta da tutta la maggioranza consiliare. Il documento riprende l'appello inviato da un gruppo di donne attive nel campo di diritti sociali, tra cui Augusta De Piero, già vice presidente del Consiglio regionale.
«Ci è noto che ora è all’attenzione della Commissione Affari Costituzionali del Senato – si legge nella lettera al presidente Grasso – la norma già approvata dalla Camera “Disposizioni in materia di cittadinanza” che – oltre ad agire positivamente sulla possibilità di acquisizione della cittadinanza - con il comma 3 dell’art. 2 garantirebbe, se approvata, la cancellazione della norma che condanna alcuni nuovi nati in Italia all’inesistenza». I consiglieri regionali si associano dunque all'appello di Augusta De Piero, esprimendo «preoccupazione per la proposta di un emendamento soppressivo del comma 3 dell’art. 2, firmato da esponenti appartenenti a FI-PdL, che, se approvato, manterrebbe efficace l’atroce volontà di negare l’esistenza giuridica di alcuni neonati, vanificando per costoro anche il significato della volontà da espressa a Milano dallo stesso presidente Grasso».