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COSOLINI: Relazione di minoranza al Disegno di Legge regionale n. 55

pubblicato il 18 luglio 2019

Relazione di minoranza al Disegno di Legge regionale n. 55 << Assestamento di bilancio per gli anni 2019-2021 ai sensi dell’articolo 6 della legge regionale 10 novembre 2015, n. 26>>
 
 
Egregio Presidente, Gentili Colleghe e Colleghi,
 
Il Disegno di Legge n. 55 di Assestamento al bilancio per gli anni 2019-2021 dispone di cospicue risorse pari a 94 mln di euro derivanti dall’avanzo finale come attestato dal Rendiconto annuale 2018 e movimenta in totale 155 mln di euro che, nella versione presentata al Consiglio regionale, vengono impiegati su molteplici settori andando a rimpinguare molti capitoli con capienza insufficiente.
Una parte importante di queste risorse pari a oltre 32 mln di euro viene però accantonata in un fondo per futura legislazione che, per stessa ammissione dell’Assessore al Bilancio in sede di illustrazione in prima commissione, sono ancora al vaglio della Giunta regionale che espleta ormai le sue volontà direttamente al momento dell’esame dell’Aula.
Non posso non evidenziare che questo metodo di lavoro, reiterato, ci lascia piuttosto contrariati. Anche sta volta l’intero Consiglio regionale, compresa la vostra maggioranza, ha svolto una parte significativa dell’iter attraverso le commissioni sulla base di un quadro parziale, destinato ad essere profondamente modificato nella parte finale. Ciò vuol dire sottrarre le scelte in materia di bilancio regionale innanzitutto ad un confronto vero che coinvolga enti locali e rappresentanze sociali, anche se questa prassi ci pare non sia mai stata presa seriamente in considerazione da questo esecutivo e dalla sua maggioranza. Vuol dire poi aver fatto lavorare le commissioni su un testo molto provvisorio (32 mln di euro non sono noccioline) tant’è che questa stessa relazione dovrebbe essere riscritta nelle sue valutazioni e nelle sue considerazioni conclusive, nel momento in cui le scelte su quello che è stato definito il “tesoretto” vengono finalmente svelate all’assemblea legislativa. Mentre sto ultimando questa relazione ci attendiamo, come già visto, di apprenderle nei loro aspetti più significativi, prima attraverso i media e poi attraverso corrette forme istituzionali.
Accanto a cospicue aggiunte di risorse su capitoli che storicamente venivano rimpinguati con gli assestamenti del periodo estivo, e che in linea di massima possiamo considerare di ordinaria amministrazione e sui quali siamo concordi, come ad esempio il settore del turismo, del sostegno alle imprese e quello della cultura, si rilevano anche maggiori stanziamenti su capitoli relativi a provvedimenti legislativi avviati nella precedente legislatura che evidentemente non erano poi così sbagliati, come ad esempio l’intervento per l’acquisto delle bici a pedalata assistita e l’aumento del fondo per l’edilizia scolastica.
 
 
 
 
State confermando perciò la validità di numerosi emendamenti che avevamo presentato in sede di approvazione della manovra di bilancio del 2019 e che non avevate ritenuto di prendere in considerazione. Stanziarle prima avrebbe consentito accelerazione di investimenti particolarmente sentiti. Nonostante l’importante disponibilità di risorse che la Giunta regionale aveva a disposizione per proporre questo assestamento, rimangono ad oggi delle criticità rilevanti che avevamo già evidenziato in sede di approvazione della legge di stabilità.
In particolare mi riferisco al tema dell’edilizia che, neppure con le risorse estive, trova una risposta; rimangono a zero i contributi per i cittadini per il recupero di edifici, rimangono a zero i contributi per l’efficientamento energetico dei cittadini, restano scarse le risorse per la prima casa dei cittadini e sono pochissime le risorse stanziate per la legge 2/2000 per le opere dei comuni.
In particolare riteniamo che non si possa fermare per più di un anno il sostegno ai privati delle iniziative di riuso e rigenerazione del patrimonio abitativo; non bastano solo le deroghe, ma servono anche le agevolazioni economiche.
Allo stesso modo, nel momento in cui ci risulta che le risorse per la prima casa bastino appena per le domande presentate entro febbraio, e visto che da poche settimane è stata ampliata la platea dei beneficiari, non è possibile che non si metta nemmeno un euro in più per implementare questo fondo.
Per quanto riguarda i finanziamenti agli enti locali, abbiamo appreso in commissione che ci sono 23 mln di euro di domande “fresche” appena presentate, che attendono di essere finanziate, ma ci sono solo 2 mln di euro disponibili.
Siamo fermamente convinti che sarebbe stato più sensato prorogare la validità della precedente graduatoria per finanziare già con la legge di stabilità questo canale contributivo e non rimanere fermi per oltre sette mesi; contemporaneamente chiediamo che già da ora ci sia un aumento delle risorse stanziate per questo prezioso intervento che riqualifica i nostri centri urbani, rigenera il territorio e aiuta anche il settore dell’edilizia con beneficio delle nostre imprese.
Anche sull’edilizia scolastica ci aspettavamo qualcosa di più, a fronte della sete dei comuni che sono pronti ad avviare cantieri e a fronte di un’importante necessità di adeguamento sismico e messa a norma delle strutture, noto ormai da diverso tempo.
In generale quindi gli investimenti sull’edilizia escono ancora ridimensionati, sia che si tratti di contributi ai privati, sia che si tratti di contributi ad altri enti; pertanto su questo settore noi auspichiamo un’inversione di rotta che non dimentichi gli interventi medio-piccoli.
Per quanto attiene alle risorse assegnate agli enti locali si evidenzia ancora una volta la grande confusione della maggioranza e della Giunta regionale in materia, denotando una decisa mancanza di idee (se non nel furore ideologico di voler cancellare quanto fatto dalla giunta precedente sulle UTI e in materia di politiche immigratorie), e intervenendo puntualmente solo su alcuni aspetti senza una visione macro del futuro del sistema delle autonomie locali.
 
 
 
Se da un lato prendiamo atto che l'assestamento stanzia risorse a favore delle autonomie locali, riproponendo e stabilizzando finanziamenti già previsti in passato, dall'altro constatiamo che, dopo un anno di governo, non esiste ancora alcuna idea di riforma degli enti locali.
Con la scusa di dare maggiore libertà ai Comuni, la Regione abdica al suo ruolo programmatorio e non incentiva la comunicazione e collaborazione tra enti locali, che spesso svolgono singolarmente e con difficoltà funzioni che potrebbero benissimo essere gestite a livello sovracomunale.
Il documento economico discusso è di per sé corretto, permettendo ai piccoli Comuni montani e a quelli sotto i tremila abitanti un riequilibrio di risorse nei trasferimenti pro-capite.
C'è da chiedersi però come queste assegnazioni, se pur capaci di produrre qualche sollievo nei piccoli Comuni per la sostenibilità minima del bilancio, vengano finalizzate a una visione strategica di futuro, per rafforzare il sistema delle autonomie locali del FVG.
Non si comprende ancora né il criterio di suddivisione delle risorse disponibili, né tanto meno, nel documento di programmazione economico, l'indirizzo della più volte annunciata riforma che la Giunta Fedriga intenderebbe attuare.
Siamo nella logica di provvedimenti micro, se pur diffusi, che non risolvono di per sé le questioni relative alle dotazioni di personale o alla qualificazione di servizi ottimali.
Con i finanziamenti previsti, che in parte non sono altro che il travaso nei Comuni di quanto era dato alle UTI per svolgere alcune funzioni, non viene dato alcun segnale per risolvere le problematiche che vivono i Comuni stessi, con la prospettiva che ognuno si dovrà arrangiare da solo e mettendo definitivamente da parte una visione strategica associata.
Gli emendamenti presentati dalla Giunta regionale in prima commissione integrata sono venuti incontro a diverse nostre richieste non evase in legge di stabilità, venendo incontro a esigenze e richieste del territorio nel settore del sociale e della cultura.
In questa prima fase il nostro atteggiamento è stato costruttivo e quindi nelle commissioni di merito e poi nella prima commissione integrata abbiamo prevalentemente dato un voto di astensione evidenziando, di volta in volta, alcuni interventi che non ci convincevano.
Per due volte, in sede di commissione, abbiamo sentito gli Assessori rispondere a domande di chiarimenti con un perentorio “È una nostra scelta politica”, su due previsioni su cui esprimiamo una contrarietà di fondo.
La prima è quella che prevede i requisiti di cittadinanza e di residenza da almeno 5 anni per accedere alle misure di contrasto alla povertà fornite dai servizi sociali dei comuni. Forse più che in altri casi, proprio perché parliamo di situazioni di povertà estrema, queste barriere che la giunta continua ad erigere ci sembrano pesantemente discriminatorie, tano più che non si limitano a stabilire eventuali corsie di priorità, ma vanno nettamente ad escludere fasce di cittadini che potrebbero trovarsi in situazioni di emergenza.
 
 
La seconda riguarda i 200 mila euro destinati alla Diocesi di Trieste per la realizzazione di un convegno e di eventi formativi e informativi destinati all’approfondimento del rapporto tra scienza e fede. Ciò che lascia più che perplessi è da un lato la destinazione a senso unico a un soggetto già identificato, portatore di un punto di vista legittimo, ma certo non unico, quando si potrebbe, con uno stanziamento a bando, consentire la partecipazione anche di altri soggetti religiosi, culturali e scientifici. In tale direzione va un nostro emendamento. Consideriamo anche l’importo, con i tempi che corrono, un importo elevatissimo, spropositato per una singola iniziativa. E per di più con la possibilità, anomala, introdotta con un emendamento, di riconoscere spese sostenute prima dell’entrata in vigore della legge e del conseguente iter di presentazione della domanda.
In sintesi, molto dipenderà dalla destinazione finale dei 32 mln di euro sui quali formuliamo alcune proposte utili per il sistema degli enti locali, per dare ossigeno a un’economia che evidenzia minor spinta rispetto al resto del nord est e per sostenere alcuni interventi prioritari molto attesi dai cittadini.
Il nostro voto finale in Aula dipenderà perciò da quello che sarà il testo del disegno di legge a seguito della discussione e dell’approvazione degli emendamenti che presenteremo e delle proposte ulteriori che verranno presentate dalla giunta e dalla maggioranza.
 
 
Roberto Cosolini