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Mozione: Per il contrasto al gioco d'azzardo

pubblicato il 10 ottobre 2013

MOZIONE

FIRMATARI: CREMASCHI, GABROVEC, DA GIAU, ZECCHINON, CODEGA, LAURI, EDERA, MORETTI, BOEM, AGNOLA, PUSTETTO

OGGETTO: PER IL CONTRASTO AL GIOCO D’AZZARDO

Il Consiglio regionale,
considerato che negli ultimi anni, tra le cosiddette nuove dipendenze, sono aumentate in modo esponenziale quelle legate al gioco d’azzardo, ovvero episodi inizialmente sporadici che sfociano in un vero e proprio disturbo che mette a rischio vita sociale, familiare, professionale e materiale;
considerato che i sindaci italiani, Legautonomie e Terre di Mezzo ci ricordano che il gioco d’azzardo è forse l’unico settore che non conosce contrazione né crisi, anzi sembra godere di un esponenziale aumento di popolarità e addirittura di crescita: con 100 miliardi di fatturato (4% del PIL nazionale), il gioco d’azzardo è di fatto la 3° industria italiana, 8 sono i miliardi di tasse corrispondenti, i dati parlano del 12% della spesa delle famiglie italiane, del 15% del mercato europeo del gioco d’azzardo, del 4,4% del mercato mondiale, di un numero di 400.000 slot-machine e di 6.181 locali e agenzie autorizzate. Ancora: 15 milioni sono i giocatori abituali, 3 milioni a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già patologici. La spesa necessaria per curare i dipendenti dal gioco patologico è pari a 5-6 miliardi l’anno;
considerato che il gioco d’azzardo sottrae ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero e produce sofferenza psicologica, di relazione, educativa, materiale, di aspettativa di futuro. Le ricadute sanitarie, sociali ed economiche sono importanti: secondo la Relazione del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2013, sono infatti correlati e sostenuti dal gioco d’azzardo patologico problemi di depressione, ansia, disturbo del controllo degli impulsi, abuso di alcol, tabagismo, abuso di droghe;
considerato che spesso intorno ai luoghi del gioco d’azzardo si organizza la microcriminalità dei furti, degli scippi e dell’usura, ma anche la criminalità organizzata;
visto che sono solitamente fortemente coinvolti i familiari del giocatore patologico i quali sono spesso loro malgrado coinvolti in gravi problematiche relazionali con il congiunto coinvolto nel problema e in dissesti finanziari e addirittura impoverimento;
visto che stanti queste premesse molti sindaci italiani hanno già condiviso e sottoscritto il “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, promosso da Legautonomie e Terre di Mezzo;
visto che il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia aderisce alla campagna dei sindaci per il contrasto al gioco d’azzardo patologico considerandola una forma di tutela per le persone fragili, pertanto
IMPEGNA
la Giunta a richiedere al Governo e al Parlamento una normativa univoca sul contrasto al gioco d’azzardo che preveda di ampliare i poteri di intervento dei Comuni sulla collocazione dei luoghi dove sono presenti slot machine e di concedere ai sindaci la possibilità di prevedere forme premianti per disincentivare il proliferare delle apparecchiature.
In particolare chiede, in accordo con il manifesto dei sindaci, di prevedere:
- l’obbligatorietà di un parere del Sindaco prima che venga concessa l’autorizzazione ad aprire nuove sale da gioco e per l’installazione di macchinette da gioco nei locali pubblici (bar, ristoranti, etc. );
- l’opportunità di un vero e proprio potere di veto dei Sindaci in virtù della tutela della salute e del benessere delle proprie comunità;
- la possibilità di concedere agevolazioni fiscali ai fini Irap per chi espone il marchio regionale “no slot”;
- un "contributo etico obbligatorio" per i gestori di apparecchiature legate al gioco d'azzardo;
- l’organizzazione di controlli da parte della Polizia locale sulle sale gioco e su coloro che le frequentano, ai fini della prevenzione nei confronti della malavita organizzata;
- sanzioni fino a 15mila euro nei casi di violazione delle norme;
- forme di prevenzione del problema, mettendo in atto tutte le misure necessarie ad arginare la frequentazione di sale da gioco o locali con slot machine:
     - vietando pubblicità di qualsiasi genere (cartellonistica, manifesti, volantini) o tramite qualsiasi media (tv, radio, quotidiani e riviste), in particolare in luoghi pubblici e su mezzi di trasporto;
     - vietando di aprire sale slot in centro paese o vicino ad istituti scolastici (i sindaci chiedono che venga determinata in almeno 500 metri la distanza minima dai luoghi sensibili: scuole, ricreatori, oratori, centri sportivi, strutture socio-sanitarie, etc.);
     - vietando l’accesso al gioco da parte di minori;
     - prevedendo campagne di informazione relativamente non solo al rischio che la febbre da gioco diventi una vera e propria dipendenza, ma anche relativamente alle altre dipendenze che spesso si manifestano correlate al gioco (alcolismo, tabagismo, ansia, depressione);
- la formazione per i gestori di slot e per la Polizia locale.
Il Consiglio impegna inoltre la Giunta a:
- realizzare un marchio regionale "no slot";
- definire le linee di intervento delle ASS ed in particolare dei Dipartimenti per la lotta alle Dipendenze allo scopo di prendere in carico e curare il problema quando questo si presenta;
- definire attività di formazione e prevenzione nelle scuole mirate non solo all’informazione sui possibili rischi di dipendenza ma soprattutto sulla valorizzazione di forme di gioco e di divertimento costruttive e positive.