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Cremaschi: Finanziamenti promozione sociale

pubblicato il 16 dicembre 2013

INTERROGAZIONE
 
OGGETTO: Finanziamenti promozione sociale
 
Il sottoscritto Consigliere regionale,
Vista la Legge Regionale 25/2013 art. 9 Promozione Sociale che mira a coordinare gli interventi pubblici privati, del terzo settore e del volontariato sociale ai fini della Promozione Sociale nei confronti dei soggetti deboli e alla valorizzazione delle risorse della comunità;
Visto che la prassi in uso che negli scorsi anni ha impegnato circa 700.000 euro in progetti rivolti a singole associazioni che operano nel campo della solidarietà e della sussidiarietà orizzontale, devolvendo ad ogni singola associazione cifre di circa 10.000-40.000 euro con finanziamento diretto dalla Regione;
Vista la necessità di sostenere le reti di comunità che sorgono nel territorio e di mantenere però contemporaneamente la regia degli interventi e il coordinamento tra possibili finanziamenti regionali, provinciali comunali o correlati a progetti nazionali, o europei;
Visto che le Regioni e Province autonome – a seguito della legge 328/2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e della riforma del Titolo V della Costituzione, avvenuta con legge costituzionale 3/2001 - hanno acquisito un ruolo determinante nell’ambito delle politiche sociali;
Vista l’istituzione e la pratica ormai consolidata sul territorio regionale della condivisione delle politiche sociali e del sostegno alla rete di comunità tavoli tematici all’interno dei Piani Di Zona che hanno assunto il compito di condivisione delle scelte e di orientamento delle progettualità;
Visto l’acceso dibattito avvenuto nella seduta del Consiglio Regionale in data 12 dicembre 2013 in occasione della discussione della Legge finanziaria che ha mostrato l’assoluta necessità di definire in modo chiaro e trasparente i finanziamenti relativi al sostegno alle associazioni e agli enti di promozione sociale che operano nei diversi territori della Regione;
Vista la dettagliata richiesta inoltrata dai consiglieri dei gruppi di maggioranza, condivisa anche da consiglieri di altri gruppi, di orientare i finanziamenti rivolti alle politiche di promozione e protezione sociale nella direzione delle politiche tese a sviluppare le reti di comunità (valutando gli effettivi bisogni della popolazione e della popolazione pesata per i singoli problemi sociali e sanitari per ogni Area Vasta), ed individuando pertanto percorsi condivisi all’interno dei piani di Zona per progettualità definite con una regia unitaria regionale che preveda:
- interventi a favore di persone con disabilità, compresi interventi innovativi (di durata massima di 3 anni) condotti da associazioni di volontariato o da enti del terzo settore, rivolti alla inclusione sociale e alla formazione delle persone con disabilità; 
- interventi di sussidiarietà orizzontale tra reti di famiglie e di volontari a sostegno della genitorialità e della partecipazione di bambini adolescenti e famiglie (banche del tempo, accoglienza diurna, affidi di famiglie a famiglie, doposcuola e  attività ricreative e socializzanti pomeridiane  negli spazi delle scuole….);
- interventi volti al  contrasto al disagio giovanile (centri e spazi sociali per giovani alcool free, spazi educativi e ricreativi per giovani…);
- interventi di protezione  delle vittime e di contrasto alla violenza di genere.
 
Tutto ciò premesso, INTERROGA
 
la Presidente della Regione e l’Assessore competente per sapere se e come l’Amministrazione regionale intenda accogliere le richieste presentate nel corso del dibattito in Consiglio Regionale sulla legge finanziaria per attuare una governance delle politiche di promozione e protezione sociale orientata alla valorizzazione delle reti di comunità e attenta all’appropriatezza degli interventi, alla prossimità e alla garanzia di pari opportunità per tutti i cittadini della Regione. 
 
Silvana Cremaschi
 
Trieste, 16 dicembre 2013