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MOZIONE: Prerogative del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia

pubblicato il 03 settembre 2015

MOZIONE 145 "Prerogative del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia riguardo ai progetti di modifica dello Statuto di iniziativa governativa e parlamentare." 

MORETTI, PAVIOTTI, LAURI, MARTINES

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
PREMESSO che la Regione, con l’entrata in vigore della legge regionale del 12 dicembre 2014 n. 26 sul riordino del sistema Regione-Autonomie Locali ha avviato un innovativo processo di riordino del sistema delle Autonomie prevedendo una ridefinizione delle funzioni amministrative già in capo alle Province, alle Unioni dei Comuni e alla Regione stessa;
PRESO ATTO che il titolo VIII dello Statuto di autonomia del Friuli Venezia Giulia prevede al comma 3 dell’art. 63 che i progetti di modificazione statutaria di iniziativa governativa e parlamentare devono essere comunicati dal Governo della Repubblica al Consiglio regionale che esprime il suo parere entro due mesi;
RILEVATO che il Consiglio regionale il 30 gennaio 2014 ha approvato all’unanimità una proposta di legge costituzionale di modifica dello Statuto da sottoporre al Parlamento ai sensi dell’art. 63 dello statuto contenente in particolare la soppressione delle Province non prevedendo nel contempo nella norma Costituzionale la forma della Città Metropolitana, lasciando quindi alla potestà legislativa primaria della Regione di proporne o meno l’introduzione coerentemente con quanto previsto dalla L.R. 1/2006;
CONSTATATO che con Delibera n. 21 del 5 febbraio 2015 il Consiglio regionale, ai sensi del terzo comma dell’articolo 63 dello Statuto di Autonomia, ha espresso parere favorevole al disegno di legge costituzionale n. 77 di iniziativa del Senatore Pegorer a condizione che le disposizioni in esso contenute non corrispondenti a quelle della proposta di legge di iniziativa consiliare (atto Senato n. 1289) venissero ad esse adeguate con l’approvazione di apposite proposte emendative;
ATTESO che la proposta di legge costituzionale di iniziativa del Consiglio regionale, abbinata al progetto di legge S. 77 di analogo contenuto, è stata assunta a livello parlamentare come testo base e che dalla relazione alla predetta proposta di legge consiliare si rileva la mancata previsione, tra gli enti locali obbligatori, della città metropolitana;
RICHIAMATI i pronunciamenti del Consiglio con i quali è stata a più riprese ribadita la difesa della specialità e la potestà legislativa esclusiva della Regione in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni (art. 4, primo comma, n. 1 bis) dello Statuto);
CONSIDERATO che il Senato della Repubblica il 7 luglio 2015 ha approvato in sede di prima deliberazione il disegno di Legge Costituzionale n. 1289 integrato da un emendamento con cui è stata introdotta la facoltà di istituzione dell’area metropolitana in contraddizione con la volontà espressa dal Consiglio regionale;
RILEVATO altresì che sul piano sostanziale la modifica introdotta al Senato prevede una mera facoltà senza alterare in alcun modo il cardine della riforma dello Statuto approvata dal Consiglio regionale rappresentato dalla soppressione delle Province;
EVIDENZIATA l’assoluta necessità di ribadire che le procedure di modifica statutaria a livello parlamentare devono prevedere l’acquisizione del parere dell’Assemblea legislativa regionale evitando un conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato e una lesione nei rapporti con le Regioni a Statuto speciale;
DATO ATTO che la Commissione tecnica istituita presso il Ministero degli Affari regionali e costituita dai rappresentanti delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome sta predisponendo un testo base di legge costituzionale unico per le cinque Regioni che confermi il loro ruolo di parte attiva e dinamico della Repubblica attraverso la definizione del principio dell’intesa preventiva per la revisione degli Statuti speciali e per l’approvazione delle nuove Norme di attuazione;
 
tutto ciò premessoIMPEGNA il Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione

a ribadire nelle sedi istituzionali competenti le prerogative del Consiglio regionale rispetto ai progetti di modifica statutaria proposti dal Governo e dal Parlamento, garantendo il pieno esercizio della potestà legislativa del Friuli Venezia Giulia a tutela della specialità, in modo particolare sulle materie di competenza primaria, coerentemente con quanto sta elaborando la Commissione tecnica sull’intesa preventiva per la revisione degli Statuti speciali e per l’approvazione delle Norme di attuazione.