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Mediocredito: Moretti (Pd), Fedriga vende quote perché incapace di gestire un ruolo nella banca

pubblicato il 28 aprile 2021

 28.04.21 «Nel bel mezzo di una pandemia che ha messo in ginocchio anche l'economia regionale e senza alcun confronto preventivo, la Giunta regionale si appresta a vendere la quota di partecipazione Regione Fvg in Mediocredito. Con questo atto è palese la rinuncia e il venire meno del contributo che la Regione poteva dare, anche attraverso questo strumento, al sostegno dell'economia e delle imprese del Fvg. Così abbiamo fatto nel passato quando vi era la necessità di riposizionare la banca e così abbiamo fatto oggi, non partecipando al voto di una scelta che non ha visto alcun confronto». Lo afferma il capogruppo del Pd, Diego Moretti commentando la volontà della Giunta regionale di cedere la quota di partecipazione a Mediocredito Fvg spa, contenuta in un emendamento che l'esecutivo ha presentato all'interno del ddl 130 “Omnibus”.
«Il Pd non chiude gli occhi di fronte alla difficoltà di gestire e valorizzare una presenza di minoranza in un istituto di credito che non può non operare che in una logica di mercato. L’opzione della cessione andava e va valutata accanto ad altre ipotesi, come quella per esempio, di dare dignità alla propria partecipazione del 47 per cento con nomine di primo piano alla presidenza e con la capacità di far valere la “moral suasion” del socio Regione Fvg».
Secondo Moretti, «Fedriga invece è andato nella direzione opposta, prima togliendo di mezzo il presidente che in modo brillante aveva condotto l'operazione di salvataggio della banca, e ora escludendo ogni dibattito su una decisione che fa cadere sulla testa di tutti. Nessun coinvolgimento né valutazione da parte della commissione competente, nessuna descrizione precisa di quali saranno i passi successivi, almeno rispetto alle operazioni agevolate della Regione. Fedriga ha tirato avanti da solo, non sentendo nessuno. In Aula abbiamo poi sentito frasi (“la Banca non sta in piedi”) del tutto inopportune e negative per lo stesso rating futuro della banca. Una strategia francamente bizzarra – conclude Moretti – da parte di chi deve vendere al miglior prezzo possibile».