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Sanità: Conficoni (Pd), ospedale Pn va rilanciato, cdx in ritardo su assunzioni

pubblicato il 10 settembre 2021

09.09.21 «L'atteso rilancio dell'ospedale civile di Pordenone va troppo a rilento rispetto alle necessità di salute, a partire dalle assunzioni. Il timido segnale, con il recente ingresso di due dermatologi dopo numerose sollecitazioni e lamentele dei cittadini, non cancella il ritardo con cui si è agito e la generale condizione di sofferenza in cui versano alcuni reparti del Santa Maria degli Angeli nonostante l'abnegazione degli operatori». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), componente della 3ª commissione Salute, a margine delle risposte alle sue interrogazioni, tra cui quella relativa alla situazione del reparto di Dermatologia dell'ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone e quella relativa alla sanità territoriale del Friuli Occidentale.
«La situazione di Dermatologia è solo un esempio di come siano in difficoltà diversi reparti, si pensi a pneumologia, endocrinologia e oculistica, senza primario titolare da oltre tre anni. Quanto sta accadendo non è solo conseguenza della pandemia, ma dipende anche dalle scelte fatte da chi governa la sanità. In più occasioni la Giunta Fedriga ha penalizzato il Friuli Occidentale: se l'improvvido commissariamento dell'Asfo ha bloccato per più di un anno l'assunzione dei primari, il taglio lineare alla spesa per il personale ha ridotto di 131 unità il numero di dipendenti e somministrati in servizio tra la fine del 2018 e la fine del 2020».
Secondo Conficoni «è davvero assurdo che, con un utile maturato di oltre nove milioni di euro, l'Asfo non abbia voluto prolungare i contratti in scadenza agli interinali, costringendo i sindacati a indire uno sciopero dei lavoratori. Ed è altrettanto assurdo che in questa situazione il sindaco Ciriani sia rimasto in silenzio, tradendo la promessa di fare la sentinella dell'ospedale». Accanto alla situazione dell'ospedale, Conficoni denuncia anche «l'impoverimento dei servizi territoriali. La sanità pubblica va rafforzata anche a partire dai distretti periferici, ma il centrodestra sta andando nella direzione opposta con l'accorpamento di una serie di servizi a Pordenone. Si rendano conto che per quanto importanti, il nuovo ospedale e la cittadella della salute sbloccati dal centrosinistra, non bastano. Accanto ai nuovi investimenti vantati dal centrodestra servono risorse umane, solo così si potranno risollevare i servizi ai cittadini che negli ultimi anni sono peggiorati come attestano le liste di attesa e la fuga verso il vicino Veneto. Urge pertanto un cambio di rotta perché l'ospedale, hub di livello regionale, sia messo nelle condizioni di svolgere il suo ruolo».